Confrontando gli ottavi di finali di quest’anno rispetto a quelli del
2006 si notano immediatamente due “dèjà-vù”
anche se usare questo termine riferendosi a Bulls-Heat e Cavs-Wizards non e’
proprio corretto. Dodici mesi fa, infatti, erano gli
Heat
ad avere il fattore campo mentre oggi appartiene (grazie ad un record vinte/perse
migliore rispetto a Miami) ai
Bulls
che avranno finalmente l’occasione di verificare se la campagna acquisti
dell’estate 2006 e’ stata un successo oppure un fallimento.
Big Ben Wallace per tutta la stagione non ha particolarmente
brillato, anzi sono “piovute” diverse critiche sul suo rendimento
(e stipendio), ma la decisone di acquistarlo nacque proprio dalla sconfitta
riportata per mano degli Heat nella passata edizione di playoffs (4-2) dove
nessun lungo dei Bulls (a parte Nocioni) fu in grado di competere con Shaq,
Zo e Haslem. Ora
Chicago ha l’occasione di
“
vendicarsi” e solo se superera’ (almeno)
il primo turno potra’ considerare il 2007 come un’annata positiva.
I campioni Nba in Carica, invece,
sono un rebus difficile da interpretare perche’ partono come sfavoriti,
ma tutti sanno che se il duo Shaq-Wade tornera’ ad essere quello della
passata post-season ed il cast di supporto (Posey, Walker, Jason Williams) tornera’
a brillare allora la finale ha buone chance di ritornare sulle spiagge di Miami.
Cleveland affrontera’ nuovamente
Washington ma lo fara’ come squadra detentrice del secondo miglior record
della Eastern Conference. Nel 2006 il risultato di 4-2 arrivo’ dopo una
serie di diverse partite decise con uno scarto minimo (2/3 punti) ma quest’anno,
almeno a priori, il compito di
LeBron James e compagni
sembra molto piu’ facile perche’ la franchigia della Capitale risulta
decimata dagli infortuni. Ovviamente l’assenza piu’ grave e’
quella di
Gilbert Arenas (fuori per 3 mesi a causa
di problemi ad un ginocchio) seguita da quella di un altro All Star ovvero Caron
Butler (quest’ultimo spera di rientrare durante il primo turno). Un dato
statistico puo’ aiutare a capire la disperata situazione dei
Wizards:
orfani di tale coppia hanno compilato un bilancio di 2 vittorie ed 8 sconfitte
nelle ultime 10 partite di campionato.
Gli altri due match della Eastern rappresentano delle novita’ anche se
ad occupare il primo posto del tabellone troviamo (come gia’ accaduto
12 mesi) i
Pistons. La Mo-Town
da quando ha aggiunto
Chris Webber agli ormai “noti”
Billups, Hamilton, Prince e Wallace e’ tornata a macinare vittorie su
vittorie laureandosi come Campione di Conference ed aggiudicandosi cosi’
il diritto di incontrare l’ottava squadra ovvero i
Magic.
La sfida (dove sono dati ovviamente piu’ che favoriti i Bad Boys) assume
risvolti interessanti non solo perche’ i Magic tornano alla post-season
per la prima volta senza McGrady (dunque con Howard come uomo franchigia) e
dopo 3 anni di assenza, ma anche perche’ vedra’
Grant
Hill e Darko Milicic affrontare la squadra che in passato gli
scelse al draft e li porto' “a battesimo” nella Nba. A “fronteggiare”
il proprio passato non ci saranno solo Grant e Darko: a loro si unira’
Vince Carter che dovra’
vedersela con i Raptors dove fu l’uomo franchigia sino al Dicembre del
2004. Considerato il modo in cui s’interrupe il rapporto fra le parti
(per tutta l’estate 2004 VC chiese di andare via e alla fine fu ceduto
perche’ diventato troppo dannoso per lo spogliatoio) non ci sarebbe da
stupirsi se ad ogni suo tocco della palla il pubblico del Air Canada Centre
(Toronto ha il fattore campo dalla propria parte) iniziera' a fischiare ed a
lamentarsi.
Invece e’ di piu’ difficile previsione il risultato della serie:
i Nets sono dotati di un trio d’esterni davvero formidabile
(Kidd-Carter-Jefferson) mentre risultano meno forniti nel settore dei lungi;
Toronto a livello di lunghi dispone di ottimi elementi (
Bosh-Bargnani)
mentre e’ piu’ carente per quanto riguarda la posizione di guardia
ed ala piccola. Anche per questo la sfida fra Nets e Raptors si preannuncia
davvero combattuta.
Spostandoci nella Western Conference l’unica analogia con il passato e’
l’incontro Suns-Lakers che vede i primi strafavoriti ed i secondi destinati
ad appendere le scarpe al chiodo nel giro di una settimana. L’altranno
Los Angeles riusci’ ad
arrivare a Gara 7 ma i Lakers di oggi, precipitati in fondo alla classifica
dopo la pausa per l’All Star Game, sembrano essere molto piu’ deboli
soprattutto perche’ non hanno nessun centro di peso con cui infastidire
il “lanciantissimo”
Amare Stoudamire.
Dodici mesi fa Amare non era presente per problemi alle ginocchia, oggi invece
si trova in campo ed oltre ad essere totalmente recuperato vuole mostrare a
tutti che con il suo supporto i
Suns
possono fare ancora piu’ strada. Per Nash e compagni, pero’, non
si preannuncia una post-season facile in quanto solo il raggiungimento delle
Finali NBA (o del titolo) sara’ considerato un risultato positivo. A sbarrare
loro la strada verso le Finals (ammesso che i Lakers siano eliminati al primo
turno) nelle semi-finali di Conference ci sara’ la vincente di
San
Antonio – Denver.
A priori la favorita fra le due e’ ovviamente la franchigia Texana dotata
di una maggiore esperienza a livello playoffs e da un gruppo “collaudato”
composto da
Tim Duncan, Tony Parker, Manu Ginobili
e Michael Finley. Tuttavia gli Spurs, come un anno fa, continuano ad avere problemi
nel settore lunghi dove tolto Duncan gli altri giocatori risultano di medio/basso
livello.
Denver affronta questi
playoffs con spirito completamente differente rispetto alla precedente edizione
dove fu spazzata via con un brutto 4-1 per mano dei Clippers. Carmelo Anthony
non dovra’ piu’ fare tutto da solo perche’ al suo fianco ci
saranno altri ottimi realizzatori come la sorpresa J.R. Smith ma soprattutto
l’ex-uomo franchigia dei 76ers
Allen Iverson.
The Answer ha cambiato squadra proprio per avere una concreta possibilita’
di lottare per il titolo prima del ritiro e, considerato il suo cuore di campione,
difficilmente chinera’ la testa davanti ai Texani senza prima aver cercato
di vincere con tutte le proprie energie. Da non dimenticarsi la presenza di
Marcus Camby (candidato come miglior difensore dell’anno 2007) che rendera’
la vita difficile ai penetratori di San Antonio. Nella parte alta del tabellone
si riscontrano subito tre novita’: Houston, Utah e Golden State.
Utah e Houston tornano ai playoffs dopo diversi anni di “buio” e
la sfida fra queste due franchigie si preannuncia una fra le piu’ calde
degli ottavi.
I Jazz (secondo
molti la squadra rivelazione del 2007) cercheranno di passare il turno puntando
su
Boozer (finalmente al 100% ha mostrato tutto il
sua valore), Deron Williams (candidato sesto uomo dell’anno), Memet Okur
e AK47.
I Rockets invece baseranno
il loro attacco sul tandem
Yao-McGrady i quali cercheranno
di accedere al secondo turno per la prima volta in carriera (nessuno dei due,
nemmeno quando non giocavano insieme, ha mai oltrepassato gli ottavi). Delle
due principali addizioni estive ci sara’ solamente Battier (acquistato
da Memphis) ad aiutarli perche’ Bonzi Wells risulta fuori squadra a tempo
indeterminato.
L’ultima sfida della Western mette a confronto i vice-campioni Nba in
carica, nonche'
favoriti vincitori dell'anello 2007,
(in grado di concludere con il miglior record della Conference) di
Dallas
con i Warriors arrivati ai playoffs dopo dodici anni di assenza.
Dirk Nowitzki (uno fra i giocatori piu’ quotati
per ricevere il premio di MVP) e coach Johnson (candidato a coach of the year)
dovranno affrontare il loro mentore
Don Nelson il
quale un paio di stagioni fa abbondono’ proprio la guida dei Mavs (per
lasciare li posto a Johnson) e l’estate scorsa venne assunto come capo
allenatore di
Golden State. Come
al solito, anche per questi Playoffs edizione 2007, la parola d'ordine e' sempre
la stessa: